Prosegue il programma Smart Morning, sessioni veloci di 2h al mattino, tra le 8:30 e le 10:30, tra manager HR, business e digitali che discutono sulla trasformazione digitale dal punto di vista delle persone e delle HR.
Negli ultimi mesi l’IA è entrata nelle roadmap di molte organizzazioni, spesso prima di entrare nelle decisioni. Prima di partire, però, serve fermarsi a fare le domande giuste.
Perché ogni trasformazione che dura nel tempo nasce da una conversazione consapevole, non dall’azione immediata.
Ogni rivoluzione tecnologica nasce da una promessa. Internet avrebbe dovuto connetterci; in parte ci è riuscito, in parte no. L’intelligenza artificiale oggi promette di liberarci dal ripetitivo e amplificare le nostre capacità. Ma l’amplificazione, di per sé, non garantisce un progresso: rende semplicemente più evidente ciò che siamo.
L’innovazione non è solo una questione di idee. È una questione di spazio: lo spazio che un’organizzazione sa creare per far emergere il potenziale delle proprie persone.
Nel dibattito internazionale sull’AI applicata alla comunicazione, un concetto sta emergendo con forza: “algorithmic empathy”.